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L’ambito progetto  Il Nilo a Pompei prende largo verso la cittadina campana. L’esposizione itinerante è stata inaugurata lo scorso marzo al Museo Egizio di Torino e adesso raggiunge Pompei, nel sito archeologico all’ombra del Vesuvio, dove per l’occasione riaprono al pubblico gli spazi restaurati della Palestra Grande.

Una galleria di prestigiose opere.
L’appuntamento è fissato dal 20 aprile, giorno in cui  saranno collocate sette statue di grandi dimensioni raffiguranti Sekhmet, la divinità egizia con la testa di leone, e il faraone seduto Thutmosi I.

Tali reperti sono stati scolpiti nel granito tra il XVI e il XIV secolo a.C. e tutte provenienti dalla collezione permanente torinese.

Visioni d’Egitto nel mondo romano

Il Nilo a Pompei non è solo una mostra, ma un appuntamento in quattro tempi con la storia dei legami profondi tra le grandi civiltà affacciate sul Mediterraneo, dall’antico Egitto a Pompei. In tutto oltre 350 manufatti di cui 170 circa messi a disposizione dalla Soprintendenza per Pompei e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Molti altri sono provenienti da musei italiani e stranieri: pitture, vasellame e sculture riuniti per ricostruire la trama storica tra arte faraonica e arte greco-romana, in uno spazio di circa 500 mq che per la prima volta viene aperto al pubblico.

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