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“Il vino prepara i cuori
e li rende più pronti
alla passione.”

Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.)

Autore: Sario (Rosario Annunziata) Titolo: Il Sileno Ebbro, omaggio a Jusepe de Ribera Tecnica: Acquerello su carta Misure: 50×70 cm Anno di creazione: 2016

Il cibo è l’energia che permette la vita. È naturale che abbia da sempre occupato un posto di grande rilievo nell’iconografia di tutte le epoche storiche, a cominciare dalle incisioni rupestri fino all’arte contemporanea.Nelle caverne riproduzioni di scene di caccia e di spiedi rudimentali venivano realizzate con carbone, succhi vegetali o terre. Panifici, birrifici e banchetti erano soggetti frequenti dei bassorilievi di Assiri e Babilonesi. L’alimentazione diventa arte nel momento in cui inizia un cammino estetico attraverso il cibo stesso, parallelo a quello della semplice soddisfazione dei bisogni nutritivi. E ciò avviene sì con la rappresentazione estetica degli alimenti e delle preparazioni culinarie, ma prima ancora con l’idea che il cibo stesso possa costituire un materiale espressivo per chi lo manipola, soprattutto, ma anche per chi lo gusta.

Vedere il cibo non solo come necessità, ma anche come materia plasmabile, da trasformare in altro, da ammirare, da offrire, da percepire con i cinque sensi: è questo che fa la differenza. Cibo per prendersi cura di qualcuno. Cibo per annusare i profumi della terra, per ammirare i colori della natura. Cibo per esprimersi pittoricamente e plasticamente. Cibo per godere dei piaceri della vita, sovente accostato alla sensualità e sessualità, utilizzato simbolicamente in chiave erotica.

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