L’impronta delle emozioni, 2003-2008, Ricerca Accademica

L’impronta delle emozioni, 2003-2008, Ricerca Accademica

Di solito le esperienze fortemente connotate dal punto di vista emotivo sono ricordate meglio e per un tempo più lungo, come molti di noi hanno potuto constatare nella propria vita. Ma l’impronta che le emozioni lasciano sulla mente va ben oltre, fino a influenzare quello che si sperimenta in seguito, anche se si tratta di cose banali. Lo ha dimostrato un esperimento effettuato da neuropsicologi della New York University pubblicato su “Nature Neuroscience”.

Presto qualcuno busserà a quella porta e lei verrà chiamato; in corridoio ci sarà un suo superiore: come prima cosa si complimenterà per il bel lavoro svolto, le dirà che lei farà del mondo un posto più sicuro, riceverà un elogio ed una promozione, e poi le comunicherà che mi rilasceranno. Lei protesterà, probabilmente minaccerà di dimettersi, ma alla fine io sarò rilasciato, esattamente per la stessa ragione per cui lei pensa che sarò condannato: io sono in rapporti d’affari con i più vili e sanguinari uomini della terra che si sono proclamati leader; ma alcuni di questi uomini sono i nemici dei suoi nemici, mentre il più grosso commerciante d’armi del mondo è il suo capo: il Presidente degli Stati Uniti, che spedisce più merce in un giorno di quanto faccia io un anno. A volte è imbarazzante avere le sue impronte digitali sulle armi; a volte lui ha bisogno di un uomo come me per rifornire truppe che non può rifornire personalmente. Così lei definisce me un male ma, sfortunatamente per lei, io sono un male necessario. [a Jack Valentine durante l’interrogatorio]

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