L’opera d’arte è mutevole e in quanto tale è viva

Attraverso l’utilizzo di differenti medium che emergono fisicamente dalla superficie della tela, si rompe il confine tra pittura e scultura, tra immagine bidimensionale e immagine tridimensionale.

L’artista utilizza materiali poveri e la sua poetica ruota intorno alla mancanza della forma.

Oltre alla vista, in questa opera, partecipano anche altri sensi come il tatto e intervengono la chimica e la fisica dei materiali.

L’impasto pittorico è l’elemento concreto, materia-colore-forma, che si raggruma e si stratifica, e sul quale si tracciano solchi, incisioni e graffi con segni densi. Sono segni che, più che all’artista, sembrano appartenere alla materia.

L’opera rappresenta un viaggio verso la sacralità e la ritualità dell’esistenza, l’artista “mette in scena” la teatralità degli antichi riti dove pietre, terre e gesti penetrano nello spirito per influenzare e dominare gli eventi.

I segni sono formule non verbali a cui l’artista si affida, sono la chiave per dilatare la soglia della percezione.

 

Rosario Annunziata

 

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