L’uomo è l’artefice della propria sorte

Rosario Annunziata, L’uomo è l’artefice della propria sorte, 2020. Mix Media (Spray, acquerello, acrilico olio, smalto e collage), 100×70 cm

L’opera nasce su un ragionamento della locuzione latina Homo faber fortunae suae. Il dipinto rappresenta un atto di riflessione dell’uomo che deve riprogrammare il proprio futuro, condizionato da una pandemia senza precedenti.

Conciliandosi con l’aspirazione all’homo sapiens, l’homo faber nel XIV secolo rappresentava un sapere non più fine a sé stesso. Egli racchiudeva anche un potere: un sapere cioè non solo contemplativo ma funzionale all’azione, attore e costruttore del mondo, in virtù della centralità che l’anima umana assumeva nell’universo.

E’ in questa ottica neorinascimentale la società ha bisogno di un nuovo umanesimo che sappia tornare a dialogare con gli estremi opposti, il cielo e la terra, il macrocosmo e il microcosmo per ripartire ed essere nuovamente artefice del proprio destino.

  1 comment for “L’uomo è l’artefice della propria sorte

  1. FRANCESCA CIMMINO
    Giugno 16, 2020 at 9:47 am

    Sono rettangoli quelli che vedo? Il colore li evidenzia ai miei occhi in una composizione ordinata e rassicurante.
    Si, sono rettangoli quelli che vedo! E dunque mettiamo tutto al suo posto, ingrandiamo e restringiamo, certo ma non ci allontaniamo dal centro. Gli estremi esterni, anche quelli, rimandano all’interno, come ci fosse un tentativo di dare al’idea il suo posto ideale. Io la definirei “una mia personalissima VISIONE” di astrattismo esplicito, lo nominerei con “l’algoritmo dell’astratto”, quando diventa concreto passando sulla tela.
    Era ab-stractum quando non chiedeva di essere condiviso, ora è quanto di più umano l’uomo abbia prodotto per affermare “la fortuna sua”.

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